MATERIE PRIME

TARTUFO BIANCO

(Tuber Magnatum Pico)
È il Tartufo per antonomasia, il più rinomato e pregiato, il comunemente noto Tartufo Bianco d’Alba. Dal punto di vista etimologico “Magnatum” deriva dal latino “magnati”, “ricchi”, in quanto già in epoca passata era considerata una prelibatezza riservata a famiglie benestanti e aristocratiche d’Europa. “Pico” trae invece origine dal medico torinese, Vittorio Pico, colui che per primo classificò questa varietà di Tartufo nel 1788. È invece datata all’autunno del 1929 la prima vera e propria “Fiera Mostra Campionaria dei rinomati Tartufi delle Langhe” che si tenne nella capitale delle Langhe. Predilige un terreno marnoso-calcareo e le Quercia, i Pioppo, il Salice, il Tiglio, il Carpino nero, il Nocciolo come piante simbionti. La raccolta in Piemonte è consentita generalmente da fine settembre a fine gennaio. Può fruttificare dal livello del mare fino agli 800 metri.

TARTUFO NERO ESTIVO

(Tuber Aestivum Vitt.)
Anche conosciuto come “Scorzone” è definito “Aestivum” in quanto fruttifica nel periodo estivo. “Vittadini” deriva invece da Carlo Vittadini, micologo e botanico che pubblicò la Monographia Tuberacearum nel 1831, saggio micologico nel quale identificò e classificò oltre 65 varietà di Tartufo. È presumibilmente il tartufo commestibile più diffuso in Europa, è capace di svilupparsi su una grande quantità di terreni formatisi da rocce di età geologiche diverse. A seconda dell’altitudine e della localizzazione può essere alternarsi nella crescita con il Tuber Uncinatum Chatin, varietà molto simile. Cresce tra le radici di Querce, Pioppi, Tigli, Noccioli. La raccolta in Piemonte è consentita generalmente da giugno a fine novembre. Fruttifica in genere tra i 200 e i 1000 metri sul livello del mare.

BAROLO DOCG

è il grande vino italiano per eccellenza, ricavato da uve Nebbiolo in purezza. Originario dal cuore delle Langhe e prodotto in 11 specifici comuni tra le pittoresche colline. La produzione iniziò intorno a metà ‘800 ed è anche noto come “Vino dei Re”. Necessità un invecchiamento di almeno 3 anni.

BARBARESCO DOCG

“Fratello” del Barolo in quanto prodotto anch’esso da uve Nebbiolo in purezza ma nella zona collinare oltre la città di Alba. Trae il proprio nome da Barbaritium, denominazione romana derivante dalla “barbarica selva” che ricopriva un tempo la zona.

NEBBIOLO D’ALBA DOC

È una delle varietà vite presenti sulle colline alla destra e sinistra del fiume Tanaro, si estende su un totale di 25 comuni. Anch’esso si esprime al meglio con il passare degli anni.

MOSCATO D’ASTI DOCG

È il Moscato più famoso del paese e tra i vini più caratteristici della viticoltura piemontese. È prodotto da uve Moscato bianche capaci di donare al vino un profumo floreale e un sapore delicatamente dolce. L’area di produzione comprende 51 comuni tra le province di Cuneo, Asti, Alessandria. Dalle Langhe al Monferrato.

BOVINO FASSONE

La carne di Razza “Fassone” Piemontese viene acquistata esclusivamente da medio piccole realtà che praticano il ciclo chiuso usando foraggi di produzione propria. Sono prevalentemente dislocate nella nostra provincia di Cuneo, la culla della Razza, in cascine che rifuggono dal modello intensivo e sottoposte a piani di qualità che ne garantiscono in modo informatico la tracciabilità.

SALSICCIA ITALIANA

Una salsiccia acquistata da piccoli produttori di zona e realizzata esclusivamente da suini nati e allevati su suolo Piemontese e Italiano, dal gusto ricco e caratterizzato dall’utilizzo di solo spezie e aromi naturali.

BASILICO GENOVESE DOP

Una delle più grandi eccellenze del Made in Italy che unisce tutti i sapori e gli aromi della dieta mediterranea. E’ il più importante prodotto ligure certificato dagli agricoltori che conservano la produzione tradizionale. Originario della costa tirrenica della Liguria, coltivato esclusivamente su terreni naturali.

ACETO BALSAMICO DI MODENA IGP

Il celebre condimento Emiliano che non ha bisogno di ulteriori presentazioni. A base di aceto di vino e mosto d’uva viene acquistato unicamente da aziende agricole in Emilia Romagna e ottenuto secondo disciplinare, senza coloranti.